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Intervista con Bill Pullmann

Excellence Award Moët & Chandon

Intervista con Bill Pullmann

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Locarno la celebra con un premio dedicato alle sue capacità di attore, ma è anche un’occasione per ripercorrere la sua carriera. Quali criteri hanno determinato la sua scelta di recitare (o non recitare) in un film?

Son un attore cinematografico che si è scoperto tardi, nel 1985. In precedenza ho avuto esperienze come attore e regista di teatro, prima di dedicarmi alla recitazione in ambito cinematografico. Sono stato scritturato da diverse case cinematografiche prima che avessi l’opportunità di partecipare al cinema indipendente e sono sempre stato consapevole del fatto che lavorare con registi di film indipendenti era collegato alla mia partecipazione a questi film di successo delle grandi case cinematografiche. Un equilibrio tra i due è sempre stato ideale per me e sono stato fortunato a poter lavorare in entrambi i sistemi, nonostante i film indipendenti che ho fatto siano più simili al tipo di film che mi piace vedere negli ultimi anni. Nel 1971 ho visto Zabriskie Point: per me guardare le ultime scene, significava scoprire la potenza di registi e attori che hanno una visione unica.

Ho avuto la fortuna di lavorare con molti autori con prospettive uniche, che si concentravano sulle storie che sfidano la nostra concezione del normale. Tuttavia continuo ad avere piacere a recitare in film di vario genere perché mi ricorda quelli che ho visto nella mia giovinezza, quei film che hanno suscitato in me l’impulso di recitare.   

 

Oltre alle grandi produzioni hollywoodiane la sua carriera artistica ha incontrato il percorso di alcuni grandi registi. C'è qualcuno con cui ha sentito di aver stabilito un rapporto significativo?

Mi sento molto fortunato di aver lavorato con registi interessanti e con i loro figli. Questi momenti sono stati per me molto rilevanti. Ho recitato in Lost Highway di David Lynch e in Surveillance con sua figlia Jennifer Lynch, in cui David era il produttore. Ho lavorato in The Accidental Tourist e Wyatt Earp con Larry Kasdan e poi in Zero Effect con suo figlio Jake Kasdan. La ricchezza di queste esperienze ha portato ununica lente” del lavoro e mi ha aiutato a sviluppare personaggi che altrimenti non avrei scoperto in me stesso. 

 

Parlando di grandi autori, per onorare la sua presenza a Locarno il Festival sta per proiettare un capolavoro come Lost Highway. Cosa ricorda di quel film e che tipo di esperienza è stata unirsi (come protagonista), al grande universo di visioni e di mistero che contraddistingue le opere di David Lynch?

Ho incontrato David per la prima volta quando stava considerandomi per la parte di Fred Madison e ho sentito la forte sensazione di essere a 'casa'. Ha usato un linguaggio seducentemente opaco per descrivere agli attori i momenti in cui i personaggi vivevano. Le parole che ha usato, mi hanno ricordato di come i miei fratelli avrebbero inquadrato le prospettive su momenti nella vita che mi avrebbero fatto venire voglia di averne di più; Ho continuato ad apprezzare le perplessità di David con aspetti di ironia e paradosso nella nostra vita che gli fa porre un personaggio in pericolo con sé stesso, immerso in un mare di paure e che non gli permette di avere alcune rivelazione piscologica normale. Queste rivelazioni emergono e ancora non possono essere definite in una semplice spiegazione. 

 

Cerchiamo ora di ampliare il nostro punto di vista, concentrandoci sulle cose che cambiano nel tempo. Come è cambiata la commedia dagli anni Novanta ad oggi? Quali differenze ha notato a livello di personaggi e sceneggiatura?

Occasionalmente mi è capitato di rubare alcune attitudini nei confronti della commedia da attori più giovani con i quali ho lavorato. Mi sembra ci sia un livello di disagio più sottile, un maggiore dolore nell'imbarazzo, e una testarda soddisfazione con le scelte personali, che sono in totale disequilibrio con la norma. L'autorizzazione che gli attori possono ottenere per migliorare, in una ripetizione di riprese corti, è molto comune oggi. Penso derivi dall'aumento di commedie come serie web, da social media in forme abbreviate e dal cinema digitale. Tale approccio può produrre alcuni momenti sorpresa, a fuoco rapido, ma anche reali, che spingono i confini dentro ai quali un carattere deve vivere. Il regista di uno spot pubblicitario che ho girato recentemente con Martin Sheen, usava proprio questo stile, rendendo le pubblicità più invitanti. Alcune idee della commedia di oggi presentano un rischio. Magari può diventare un po' imbarazzante, o essere divertente solo agli occhi dei creatori, ma questo è sempre successo nel corso dei decenni. Tranne forse per persone come Mel Brooks. 

Lorenzo Buccella
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